venerdì 17 novembre 2017

Targa dedicata agli studenti Martiri al Liceo Umberto I di Napoli Opera dello Scultore Polistenese G.Renda

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Fusa nel bronzo, la targa è dedicata agli studenti del Liceo Napoletano caduti nel primo conflitto mondiale.

I loro nomi occupano la parte destra del rilievo, sotto l'iscrizione commemorativa in latino, purtroppo illegibile.
La parte figurativa che impegna la zona di sinistra e centrale della targa rappresenta un gruppo di fanti armato di fucile e cannoni, mentre disperde i soldati del fronte nemico.
In alto la vittoria alata che impugna la palma del martirio
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Monumento ai Caduti di SCAFATI Opera dell'artista Polistenese Francesco Jerace

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Il Monumento ai caduti di Scafati  (SA)  realizzato dall'artista Polistenese Francesco Jerace è ubicato tra la via Roma e la via Guglielmo Oberdan, costituito da parti in marmo e altre in bronzo. Sorge su un basamento di conchiglie e meduse sul quale si erge un gruppo scultoreo in bronzo composto da due soldati in azione e dalla vittoria alata che stringe tra le mani il gladio ed un ramoscello d'ulivo.
Scafati (SA) Monumento ai caduti F Jerace
La vittoria alata ha sul capo una corona di teste di leone, iconografia questa rara ed insolita che potrebbe alludere al coraggio ed alla giovane forza dei martiri.
Il gruppo bronzeo di Scafati influenzato dalla monumentalità dell'energia e dal movimento dell'azione, analoga realizzazione al Vittoriano di Roma.
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a Veroli (Faduti Opera dello Scultore Polistenese V Jerace

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VEROLI Monumento ai caduti V. Jerace
In Piazzale Vittorio Veneto si erge il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, opera dell'Artista Polistenese Vincenzo Ierace, inagurato il 2 giugno 1921 a ricordo del generoso contributo dei Verolani alla grande guerra.
Monumento ai caduti di Veroli (FR) 1921 V L Jerace
E’ un’allegoria dell’Italia che raccoglie il sangue dei morti sulle Dolomiti per versarlo come esempio alle nuove generazioni.
Descrizione: rilievo rappresentante una figura femminile in marmo bianco, ampiamente panneggiata e con una piccola stella in rilievo sul capo; è raffigurata di profilo nell'atto di sopraggiungere a versare da un elmetto cinto da ramo d'alloro un getto d'acqua, raccolto, più in basso, da un fanciullo inginocchiato
Dove:
Localizzazione: Lazio (FR) - Veroli
Quando
Datazione: sec. XX - 1922 1922
Come
Materia e tecnica: marmo bianco/ scultura.
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Il Monumento ai caduti di Rosarno

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Tra le opere dell'artista Polistenese Prof. Michelangelo Parlato, troviamo a Rosarno il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale.
Il Monumento ai caduti di Rosarno 
Base a blocco quadrangolare poggiante su due rialzi, con le quattro facce ornate da iscrizioni dedicate ai soldati dispersi, ai soldati di terra, di mare e di aria; sulla stessa base si eleva una colonna stilizzata, di forma quadrangolare, e in corrispondenza del prospetto frontale del monumento è collocata la figura di un fante in combattimento, con un fucile a baionetta nella mano sinistra ed una granata nella destra
L'attuale monumento ai caduti di Rosarno è stato realizzato in sostituzione di un precedente monumento composto dalla figura di un fante in bronzo posto su un piedistallo granitico, realizzato da Michelangelo Parlato e commissionato all'artista nel 1924 (Cfr. Notizie, in Brutium del 1 maggio 1924, a. III n. 6), che purtroppo, è stato completamente distrutto durante un'incursione area del 1943. Da quanto ci è stato riferito, i documenti storici del comune di Rosarno sono andati perduti e quindi non è possibile sapere di più, neppure per quel che riguarda la data e l'autore del monumento attuale che, si presuppone sia stato realizzato tra il 1950 e il 1970, poiché già nel 1972 Emilio Barillaro lo descrive dettagliatamente nel suo dizionario corografico, riferendo tra l'altro, che le epigrafi vennero composte da Piero Bargellini (1897-1980). In ricordo del perduto monumento, sulla base di quello attuale sono stati incisi il nome "Michelangelo Parlato" e la data LUGLIO 1925 (Cfr.: Domenico Borgese, Michelangelo Parlato: l'uomo e l'artista, in La Nuova Calabria, nn.8-9 Gennaio-Febbraio 1955; Emilio Barillaro, Calabria : guida artistica e archeologica (dizionario corografico) Cosenza, Pellegrini, 1972 p. 330; S. Capasso, Magnificat: vita e opere di Francesco Durante, Frattamaggiore, Istituto di studi Atellani, 2005, p. 67).

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Bozzetto di Monumento ai caduti presentato a Torremaggiore Opera di V Jerace

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Dall’Archivio Storico Comunale di Torremaggiore è possibile delineare le vicende che si sono succedete per la realizzazione del Monumento ai Caduti.


Bozzeto di V Jerace 


L’incarico per la realizzazione dell’opera, dopo alterne vicende, è stato dato a Giacomo Negri, il cui nome non compare prima del 1922.
le tre opere presentate 

Tra il 1919 e il 1920 vennero, infatti, sono stati presentati, in modo volontario, dei bozzetti di Vincenzo L. Jerace (Polistena 1862 – Roma 1947) scultore e pittore, e di Beniamino Natola (Foggia 1887 – 1972), autore di monumenti, busti e medaglioni celebrativi, sia in marmo che in bronzo, di cui sono presenti delle foto e la relazione di progetto

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Lotta tra satiro e Leonessa Opera dello Scultore Polistenese V. Jerace

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Vincenzo Jerace Polistena 1862 - Roma 1947  "Lotta tra satiro e leonessa " Tipologia: Scultura Tecnica:
Lotta tra satiro e leonessa - V. Jerace 1947

Scultura in bronzo con base in marmo basculante  Misure: cm. 39 x 14 x 32  Galleria Berardi

Scheda:

Firmata e datata alla base "V. Jerace Roma 1911

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A Rocca di Papa il Monumento ai caduti opera di Vincenzo JERACE

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La scultura raffigura una Vittoria Alata in bronzo, nelle vesti di una donna elegante e sinuosa, che si slancia verso l’alto staccandosi da un roccia stilizzata. Il braccio destro è avvolto in un drappo e con la  mano porge al cielo foglie  di alloro, simbolo dell’immortalità del sacrificio dei caduti, mentre con la mano sinistra tiene una spada, simbolo della morte e del sacrificio dei soldati. Il basamento riproduce, nella parte centrale, un altare con colonnine laterali, su cui sono incisi i nomi dei Caduti di Rocca di Papa durante la prima guerra mondiale.  Le incisioni continuano sui quattro lati della base.  Sul lato sinistro del piedistallo è apposta una lapide successiva che ricorda i Caduti di tutte le guerre.
Monumento ai caduti a Rocca di Papa Opera V. Jerace

V Jerace 

 Nel periodo successivo alla prima guerra mondiale, in molti Paesi belligeranti, e in particolar modo in Italia, ebbero vasto rilievo le manifestazioni di commemorazione, oltre all'erezione di monumenti e alla dedica di luoghi alla memoria dei caduti, come giardini o boschi. In Italia i Parchi della Rimembranza vennero ideati solo nel ‘22, quando nel Paese si era affermato il fascismo, anche se già dal ‘19 si cominciò a parlare della necessità di costruire monumenti ai caduti. Le prime norme su questi “giardini della memoria” furono emanate nel ‘22-‘23 dal sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi, che promosse la costituzione di comitati locali in tutti i Comuni d'Italia per le iniziative in onore dei caduti. A Rocca di Papa il Comune ha commissionato allo scultore Polistenese Vincenzo Jerace la realizzazione del monumento ai Caduti per la Patria. Il monumento era precedentemente collocato al centro della piazza della Repubblica, cuore della vita politica di Rocca di Papa, nei pressi del Comune. In seguito, per motivi di pianificazione urbana, il monumento fu spostato al centro dei giardini pubblici, situati in quella che è ora nominata Piazza Claudio Villa.
In occasione di questa ricollocazione, sono stati smarriti alcuni oggetti in bronzo, che appartenevano al progetto originario del monumento. Foto dell'epoca, infatti, mostrano una corona di alloro in bronzo, collocata sul primo gradino dell'altare e lo stemma del Comune, anch'esso in bronzo, circondato da due rami di quercia incrociati. Nel 2011 il pittore locale Franco Carfagna si occupa del restauro dei nomi dei soldati sul basamento, sottraendoli all'oblio del tempo.
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mercoledì 15 novembre 2017

Lille - Sanguigna dell'artista Polistenese V L Jerace

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V L Jerace, tratta con estrema facilità il disegno a sanguigna, una ricca collezione di questi disegni è stata rintracciata per essere pubblicata su "Polistena Vintage" alcune di questi disegni, sono stati premiati nella esposizione di Palermo nel 1892.
Lille - 1921 - V L Jerace

L’esplosione delle tendenze Liberty in Italia si ebbe soprattutto in occasione dell’esposizione di Torino del 1902, quando in altri paesi già si avvertivano segnali di crisi, e a Vienna cominciavano a emergere prove di quello che sarebbe stato definito “Stile Secessione”. In Italia se da una parte si affermava il florealismo di stampo storicista (che venne definito “Dolce Stil Novo”), vi erano già i prodromi di quello che sarebbe stato il cosiddetto modernismo (Randone, Vincenzo Jerace, Ernesto Basile). I premi dell’esposizione torinese andarono non a caso al binomio Basile-Ducrot (che poco dopo iniziò a collaborare con Duilio Cambellotti) e a Galileo Chini.

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Ritratto di Fanny Salazar - Sanguigna dell'artista V.L. Jerace

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V L Jerace, tratta con estrema facilità il disegno a sanguigna, una ricca collezione di questi disegni è stata rintracciata per essere pubblicata su "Polistena Vintage" alcune di questi disegni, sono stati premiati nella esposizione di Palermo nel 1892.
Ritratto di Fanny Salazar - Pinacoteca civica di Reggio Calabria
Opera di V. L. Jerace

L’esplosione delle tendenze Liberty in Italia si ebbe soprattutto in occasione dell’esposizione di Torino del 1902, quando in altri paesi già si avvertivano segnali di crisi, e a Vienna cominciavano a emergere prove di quello che sarebbe stato definito “Stile Secessione”. In Italia se da una parte si affermava il florealismo di stampo storicista (che venne definito “Dolce Stil Novo”), vi erano già i prodromi di quello che sarebbe stato il cosiddetto modernismo (Randone, Vincenzo Jerace, Ernesto Basile). I premi dell’esposizione torinese andarono non a caso al binomio Basile-Ducrot (che poco dopo iniziò a collaborare con Duilio Cambellotti) e a Galileo Chini.

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Ritratto di donna - sanguigna dell'artista V.L. Jerace

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V L Jerace, tratta con estrema facilità il disegno a sanguigna, una ricca collezione di questi disegni è stata rintracciata per essere pubblicata su "Polistena Vintage" alcune di questi disegni, sono stati premiati nella esposizione di Palermo nel 1892.
Ritratto di donna - V L Jerace

L’esplosione delle tendenze Liberty in Italia si ebbe soprattutto in occasione dell’esposizione di Torino del 1902, quando in altri paesi già si avvertivano segnali di crisi, e a Vienna cominciavano a emergere prove di quello che sarebbe stato definito “Stile Secessione”. In Italia se da una parte si affermava il florealismo di stampo storicista (che venne definito “Dolce Stil Novo”), vi erano già i prodromi di quello che sarebbe stato il cosiddetto modernismo (Randone, Vincenzo Jerace, Ernesto Basile). I premi dell’esposizione torinese andarono non a caso al binomio Basile-Ducrot (che poco dopo iniziò a collaborare con Duilio Cambellotti) e a Galileo Chini.

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Donnina P C Viaggiata Sanguigna dell'artista Polistenese V.L. Jerace

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V L Jerace, tratta con estrema facilità il disegno a sanguigna, una ricca collezione di questi disegni è stata rintracciata per essere pubblicata su "Polistena Vintage" alcune di questi disegni, sono stati premiati nella esposizione di Palermo nel 1892.
Donnina PC viaggiata  1901 V L Jerace

L’esplosione delle tendenze Liberty in Italia si ebbe soprattutto in occasione dell’esposizione di Torino del 1902, quando in altri paesi già si avvertivano segnali di crisi, e a Vienna cominciavano a emergere prove di quello che sarebbe stato definito “Stile Secessione”. In Italia se da una parte si affermava il florealismo di stampo storicista (che venne definito “Dolce Stil Novo”), vi erano già i prodromi di quello che sarebbe stato il cosiddetto modernismo (Randone, Vincenzo Jerace, Ernesto Basile). I premi dell’esposizione torinese andarono non a caso al binomio Basile-Ducrot (che poco dopo iniziò a collaborare con Duilio Cambellotti) e a Galileo Chini.

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Aurorea Italica sanguigna dell'artista Polistenese V.L. Jerace

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V L Jerace, tratta con estrema facilità il disegno a sanguigna, una ricca collezione di questi disegni è stata rintracciata per essere pubblicata su "Polistena Vintage" alcune di questi disegni, sono stati premiati nella esposizione di Palermo nel 1892.
Aurorea Italica 1888 - V. Jerace

L’esplosione delle tendenze Liberty in Italia si ebbe soprattutto in occasione dell’esposizione di Torino del 1902, quando in altri paesi già si avvertivano segnali di crisi, e a Vienna cominciavano a emergere prove di quello che sarebbe stato definito “Stile Secessione”. In Italia se da una parte si affermava il florealismo di stampo storicista (che venne definito “Dolce Stil Novo”), vi erano già i prodromi di quello che sarebbe stato il cosiddetto modernismo (Randone, Vincenzo Jerace, Ernesto Basile). I premi dell’esposizione torinese andarono non a caso al binomio Basile-Ducrot (che poco dopo iniziò a collaborare con Duilio Cambellotti) e a Galileo Chini.

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