giovedì 14 dicembre 2017

La Statua della Madonna delle Grazie di Cosoleto Opera dello Scultore Polistenese V. Jerace

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Restaurata l’Opera dello Scultore Polistenese Vincenzo Jerace, una una statua lignea policroma degli inizi del '900 raffigurante la Madonna delle Grazie della omonima chiesa sita in Cosoleto (RC).

Madonna delle Grazie opera V. Jerace
La statua in legno scolpita e dipinta secondo la policromia classica tradizionale, è stata realizzata agli inizi del secolo scorso dall’artista Polistenese Vincenzo Jerace   (1862-1924) al quale era stata commissionata dal parroco dell’epoca di Cosoleto Don Pietro Luppino.
L’opera raffigura la Madonna seduta su uno scanno e il bambino poggiato sulla sua mano destra mentre con la sinistra lo cinge carezzevole in uno slancio di riverente protezione. Il bambino tiene il braccio sinistro rassicurante intorno alla nuca della madre mentre il destro è aperto e proteso verso l’infinito.
Le due figure, dolenti nell’espressione e amorevoli nei gesti, sono colte nell’attimo in cui, ascoltato il grido angosciato di un’umanità smarrita e tremante, tendono soccorrevoli le mani, pronte all’estremo sacrificio e pervase di misericordia divina.

                      

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lunedì 20 novembre 2017

La Statua di San Luca nel Duomo di Reggio Calabria Opera dello Scultore Polistenese V. Jerace

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Nel Duomo di Reggio Calabria la statua di San Luca è opera dello scultore Polistenese,  Vincenzo Jerace. realizzata tra il 1930 ed il 1933


La Cappella del SS. Sacramento è situata sul lato sinistro della Cattedrale, in corrispondenza del terzo transetto.   
Nelle nicchie delle pareti, le otto statue marmoree (eseguite tra il 1930 ed il 1933, su  commissione dell’Arcivescovo  Carmelo  Pujia),  raffigurano i quattro Evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni, i Santi Pietro e Paolo, e i Dottori della Chiesa S. Tommaso e S. Bonaventura. 
Di esse: quella di San Luca fu eseguita da Vincenzo Jerace, fratello di Francesco; altre due, non identificate, sono opere originali di Concesso Barca; tutte le altre sono rifacimenti in marmo, da parte dello stesso Barca, di modelli  preesistenti, in getto di gesso, dell’artista Rocco Larussa di Villa San  Giovanni.

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domenica 19 novembre 2017

A Meta di Sorrento, il monumento ai Caduti Opera dello Scultore Polistenese Giuseppe RENDA

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L'Aquila del Monumento - G. Renda 1922
In Piazza Santa Maria del Lauro a Meta di Sorrento, è ubicato il Monumento ai Caduti realizzato dallo scultore Polistenese Giuseppe RENDA; Un cippo con aquila e scene di guerra realizzato nel 1922.
Monumento ai Caduti Comune di Meta (NA)
Opera G. Renda - 1922

Il Monumento è stato promosso dai cittadini dai cittadini Metesi che lo finanziarono mediante una apposita lotteria, Sono state inserite delle formelle di bronzo dove l'artista Polistenese non ha rinunciato alla rappresentazione della guerra negli aspetti della sua contemporaneità. I quattro rilievi sono collocati sulla parte terminale del cippo, dominato dall'Aquila che poggia sopra una bandiera la cui asta trapassa una corona d'alloro.



Sula lato anteriore, la scena riproduce un gruppo di fanti che combatte asserragliato entro una trincea ; sula lato destro, è raffigurata una battaglia aerea mentre una vittoria alata , posta in primo piano si appresta a incoronare tre aviatori; sul lato sinistro, la guerra combattuta in mare è descritta da una nave che si inabissa; sul retro, un gruppo di soldati armati di gladi e fucili si lancia impetuosamente all'attacco, accompagnato da una vittoria alata.
I temi ben svolti prestano ad una descrizione di corpi in movimento, un aspetto costantemente ricercato da Renda nella sua personalissima ricerca artistica che ritorna in modi similari nella recente targa intitolata agli studenti caduti del liceo Umberto di Napoli.
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Opera dello Scultore Polistenese Michelangelo Parlato il Busto del prof. Antonio Cardarelli

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Al prof. Antonio Cardarelli  sono stati intitolati l'ospedale Antonio Cardarelli di Napoli (il più grande del Sud Italia) e il Presidio Ospedaliero di Campobasso. 
Busto del prof. Antonio Cardarelli
Opera dello scultore M.lo Parlato 
Il Monumento con il busto del Prof. Cardarelli è stato realizzato dallo scultore Polistenese Prof. Michelangelo Parlato.
Nel paese natio lo ricordano due lapidi e un monumento, a Napoli un busto ( M.lo Parlato) , una strada e una targa marmorea sulla facciata della casa in cui visse in Via Santa Maria di Costantinopoli, ad Arzano una via cittadina e a San Marco dei Cavoti (Benevento) una lapide collocata all'interno del palazzo Jelardi a ricordo della visita fatta dall'illustre clinico alla marchesa Carlotta Jelardi Polvere Cassitto di Ravello di cui era amico.

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La statua di F.sco Durante Opera dello scultore Polistenese Michelangelo PARLATO

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La statua di Durante Opera dello scultore Polistenese  Michelangelo PARLATO 
La  statua di Durante fu scolpita,a far data dal 1930, dall’artista Polistenese Prof. Michelangelo Parlato su incarico della municipalità Frattese dell'epoca guidata dal cav. Pasquale Crispino. 
Monumento al Musicista Francesco Durante - 1930
 M.lo Parlato
Nella statua il musicista ha la testa coperta da una parrucca col tradizionale codino, la fronte alta e sfuggente, il volto imberbe con la piccola bocca sinuosa, il naso grosso, gli occhi tondi e rilevati. Secondo la moda del tempo indossa sopra il gilet una marsina svasata a campana verso il basso con le falde sfuggenti all'indietro. Una goletta di battista gli avvolge il collo, trine cadenti sui dorsi delle mani gli cingono i polsi. Per il resto indossa un paio di corti calzoni stretti sotto il ginocchio da una fascetta chiusa con un bottone. Le calze, attillatissime finiscono in basse scarpe molto semplici ornate da una fibbia quadrata. 
Nella mano sinistra regge lo spartito di una delle sue opere più belle, l'Alma Mater, la destra è posata sui tasti del retrostante clavicembalo. Il monumento fu inaugurato, come ricordarono i giornali dell'epoca, il 3 ottobre del 1937, con grande concorso di folla, presenti le maggiori autorità comunali e provinciali, i Vescovi di Aversa, monsignor Antonio Teutonico, e di Acerra, monsignor Nicola Capasso. Oratore ufficiale della cerimonia fu l'on. Bartolo Gianturco che in rapida sintesi fece rivivere ai convenuti la vita e l'opera del grande musicista frattese.

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A Benevento la statua di Leonardo Bianchi Opera dello scultore Polistenese M.lo PARLATO

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A Benevento statua di Leonardo Bianchi opera dello scultore Polistenese Michelangelo PARLATO inaugurata nel centenario della sua nascita (1948) a testimonianza dell'importanza scientifica del prof. Leonardo Bianchi, psichiatra, professore Universitario, deputato e Ministro della Pubblica Istruzione.
Personaggio carismatico della Napoli di primo novecento.
statua dedicata a Leonardo Bianchi -1948 - Sc. M.Lo Parlato 
A Benevento, ove a ricordo del suo operato venne eretta una grande statua opera dello scultore  Polistenese  Michelangelo Parlato, inaugurata nel centenario della sua nascita (1948) dall’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
Monumento dedicato a Leonardo Bianchi -1948 - Opera
dello Scultore Polistenese Michelangelo PARLATO

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venerdì 17 novembre 2017

Targa dedicata agli studenti Martiri al Liceo Umberto I di Napoli Opera dello Scultore Polistenese G.Renda

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Fusa nel bronzo, la targa è dedicata agli studenti del Liceo Napoletano caduti nel primo conflitto mondiale.

I loro nomi occupano la parte destra del rilievo, sotto l'iscrizione commemorativa in latino, purtroppo illegibile.
La parte figurativa che impegna la zona di sinistra e centrale della targa rappresenta un gruppo di fanti armato di fucile e cannoni, mentre disperde i soldati del fronte nemico.
In alto la vittoria alata che impugna la palma del martirio
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Monumento ai Caduti di SCAFATI Opera dell'artista Polistenese Francesco Jerace

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Il Monumento ai caduti di Scafati  (SA)  realizzato dall'artista Polistenese Francesco Jerace è ubicato tra la via Roma e la via Guglielmo Oberdan, costituito da parti in marmo e altre in bronzo. Sorge su un basamento di conchiglie e meduse sul quale si erge un gruppo scultoreo in bronzo composto da due soldati in azione e dalla vittoria alata che stringe tra le mani il gladio ed un ramoscello d'ulivo.
Scafati (SA) Monumento ai caduti F Jerace
La vittoria alata ha sul capo una corona di teste di leone, iconografia questa rara ed insolita che potrebbe alludere al coraggio ed alla giovane forza dei martiri.
Il gruppo bronzeo di Scafati influenzato dalla monumentalità dell'energia e dal movimento dell'azione, analoga realizzazione al Vittoriano di Roma.
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a Veroli (FR) Monumento ai Caduti Opera dello Scultore Polistenese V Jerace

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VEROLI Monumento ai caduti V. Jerace
In Piazzale Vittorio Veneto si erge il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, opera dell'Artista Polistenese Vincenzo Ierace, inagurato il 2 giugno 1921 a ricordo del generoso contributo dei Verolani alla grande guerra.
Monumento ai caduti di Veroli (FR) 1921 V L Jerace
E’ un’allegoria dell’Italia che raccoglie il sangue dei morti sulle Dolomiti per versarlo come esempio alle nuove generazioni.
Descrizione: rilievo rappresentante una figura femminile in marmo bianco, ampiamente panneggiata e con una piccola stella in rilievo sul capo; è raffigurata di profilo nell'atto di sopraggiungere a versare da un elmetto cinto da ramo d'alloro un getto d'acqua, raccolto, più in basso, da un fanciullo inginocchiato
Dove:
Localizzazione: Lazio (FR) - Veroli
Quando
Datazione: sec. XX - 1922 1922
Come
Materia e tecnica: marmo bianco/ scultura.
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Il Monumento ai caduti di Rosarno

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Tra le opere dell'artista Polistenese Prof. Michelangelo Parlato, troviamo a Rosarno il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale.
Il Monumento ai caduti di Rosarno 
Base a blocco quadrangolare poggiante su due rialzi, con le quattro facce ornate da iscrizioni dedicate ai soldati dispersi, ai soldati di terra, di mare e di aria; sulla stessa base si eleva una colonna stilizzata, di forma quadrangolare, e in corrispondenza del prospetto frontale del monumento è collocata la figura di un fante in combattimento, con un fucile a baionetta nella mano sinistra ed una granata nella destra
L'attuale monumento ai caduti di Rosarno è stato realizzato in sostituzione di un precedente monumento composto dalla figura di un fante in bronzo posto su un piedistallo granitico, realizzato da Michelangelo Parlato e commissionato all'artista nel 1924 (Cfr. Notizie, in Brutium del 1 maggio 1924, a. III n. 6), che purtroppo, è stato completamente distrutto durante un'incursione area del 1943. Da quanto ci è stato riferito, i documenti storici del comune di Rosarno sono andati perduti e quindi non è possibile sapere di più, neppure per quel che riguarda la data e l'autore del monumento attuale che, si presuppone sia stato realizzato tra il 1950 e il 1970, poiché già nel 1972 Emilio Barillaro lo descrive dettagliatamente nel suo dizionario corografico, riferendo tra l'altro, che le epigrafi vennero composte da Piero Bargellini (1897-1980). In ricordo del perduto monumento, sulla base di quello attuale sono stati incisi il nome "Michelangelo Parlato" e la data LUGLIO 1925 (Cfr.: Domenico Borgese, Michelangelo Parlato: l'uomo e l'artista, in La Nuova Calabria, nn.8-9 Gennaio-Febbraio 1955; Emilio Barillaro, Calabria : guida artistica e archeologica (dizionario corografico) Cosenza, Pellegrini, 1972 p. 330; S. Capasso, Magnificat: vita e opere di Francesco Durante, Frattamaggiore, Istituto di studi Atellani, 2005, p. 67).

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Bozzetto di Monumento ai caduti presentato a Torremaggiore Opera di V Jerace

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Dall’Archivio Storico Comunale di Torremaggiore è possibile delineare le vicende che si sono succedete per la realizzazione del Monumento ai Caduti.


Bozzeto di V Jerace 


L’incarico per la realizzazione dell’opera, dopo alterne vicende, è stato dato a Giacomo Negri, il cui nome non compare prima del 1922.
le tre opere presentate 

Tra il 1919 e il 1920 vennero, infatti, sono stati presentati, in modo volontario, dei bozzetti di Vincenzo L. Jerace (Polistena 1862 – Roma 1947) scultore e pittore, e di Beniamino Natola (Foggia 1887 – 1972), autore di monumenti, busti e medaglioni celebrativi, sia in marmo che in bronzo, di cui sono presenti delle foto e la relazione di progetto

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Lotta tra satiro e Leonessa Opera dello Scultore Polistenese V. Jerace

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Vincenzo Jerace Polistena 1862 - Roma 1947  "Lotta tra satiro e leonessa " Tipologia: Scultura Tecnica:
Lotta tra satiro e leonessa - V. Jerace 1947

Scultura in bronzo con base in marmo basculante  Misure: cm. 39 x 14 x 32  Galleria Berardi

Scheda:

Firmata e datata alla base "V. Jerace Roma 1911

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